RACCOLTA ZEROpoesie di Massimo Mascalchidal 1971 al 1992
dedicato alla persona che mi ha insegnato a camminare,a guardare e ad ammirare, a parlare e ad ascoltare, dedicato alla persona che mi ha insegnato a lottare e ad amare,dedicato a mia madre
INDICE ricordarsi si nasce e si muore nasce noia una giornata non particolare una giornata particolare camminare desiderio l'asfalto pasqua io non so oggi piove sapere di essere il figlio che non conobbe suo padre l'arrivo del temporale fesso ascolta amico alieno si, anch'io neon dentro di me resta li, alla finestra, il tempo la fine della costruzione il punto compromessi l'estate dei ricordi occidente l'estate dell'83 - annoiato l'estate dell'83 - non ti amo l'estate dell'83 - nausea l'estate dell'83 - cerniera lampo volentieri alba ricominciare codardo nuova estate domani, un giorno in meno ogni tanto amore è ci sono momenti sarà stato non pensare che... poesia sogno risveglio non dimmi mi manchi sensibilità un giorno confusione rabbia diverso, perché solitudine di nuovo io penso vita domeniche lontane
RICORDARSI
Ricordarsi di una casa, lontana nel tempo, dove ho trascorso i giorni più belli, puri, innocenti.
Ricordarsi di una casa, tornarci oggi, trovare quattro mura abbattute e nel mezzo un rovo di spini con un fiore bianco appassito.
3 gennaio 1971
SI NASCE E SI MUORE
Si nasce e si muore ecco qua l'umanità.
Canta la madre alla sua piccina; insegna il maestro, impara il ragazzo.
Si nasce e si muore e si prega il Signore che è creatore.
Fa la guerra il padre, fa la guerra il figlio; pace e amore spera il fratello. Brilla il sole e nasce il fiore.
Muore la madre, piange la piccina; insegna il maestro, chissà dove è il ragazzo?
Morto è il padre, la guerra non fa più il figlio; pace e amore sperava il fratello. Tramonta il sole e muore il fiore.
23 gennaio 1972
NASCE
Nasce un bimbo e sua madre lo adora.
Nasce l'odio e la guerra fa l'uomo.
Torna la pace;
un bimbo cerca sua madre la trova sotto una croce;
e una croce ha l'uomo, sul petto, per la strage più perfetta.
8 marzo 1973
NOIA
Un giorno come un altro, una mattina come un'altra, svegliarsi nella stessa stanza, gli stessi abiti, la stessa colazione.
Un giorno come un altro, una mattina come un'altra, la stessa nebbia, la stessa strada, gli stessi alberi, le stesse persone.
Un giorno come un altro, una sera come un'altra, la stessa cena, le stesse posate, gli stessi volti stanchi, la stessa luce.
Un giorno come un altro, una sera come un'altra, le stesse idee, le stesse lenzuola e addormentarsi come sempre.
23 marzo 1974
UNA GIORNATA NON PARTICOLARE
Sboccia tra le macerie un fiore; passano per strada due suore.
Guardo il cielo: è azzurro; mangio un panino con il burro.
Si è messo a piangere il fratello; mi cade di mano il coltello.
Oggi al ristorante non mi hanno dato la lista; sul giornale leggo che hanno ucciso un comunista.
Intanto mia madre mi ricuce il pantalone; vorrei ritornare bambino e dare un calcio al pallone.
Le stringo la mano ma non le faccio male; è buona la minestra ma c'è poco sale.
Fuori soffia il vento e piove; ma la gente vuole le case nuove.
Ho comprato la carne, un solo etto; adesso è l'ora di andare a letto.
17 settembre 1974
UNA GIORNATA PARTICOLARE
Passando per strada mangio un panino, mi cade di mano, sul giornale leggo che hanno ucciso.
Vorrei ritornare bambino e dare un calcio, è buona la minestra ma la gente vuole le case; adesso è l'ora di andare!
CAMMINARE
Camminare per lunghe strade polverose, incontrare qualcuno e non salutarlo.
Camminare per lunghe strade polverose, trovarci in grandi piazze e perderci.
Camminare per lunghe strade polverose, in fondo ad una di esse una luce, correrle incontro; ma già le gambe abbandonano il corpo, gli occhi vedono il buio, la testa giace già nella polvere...
6 novembre 1974
DESIDERIO
Una luce bianca, per tutto quello che ti manca.
Una montagna di cristallo freddo, dalle sporgenze taglienti, per tutto quello che tenti.
Una sfera, per vederci una storia vera.
Un cartello, per tirarci un coltello.
Un bacio, per toccarti il cuore.
Una grande statua, per la madre tua.
Una colata di lava lunga, dai colori rosso bruni, per tutto quello che consumi.
Un fiore, per uno che muore.
3 maggio 1975
L'ASFALTO
L'asfalto non ha l'odore della polvere come dopo la corsa lungo lo stretto viottolo di campagna.
L'asfalto non ha il colore della terra e sporca i ginocchi col nero dei tempi peggiori.
8 giugno 1975
PASQUA
Un giorno di nubi screziate sul mare, io non sono di qui e non mi piace il Castello col fossato.
No, io non arriverò mai a Pasqua; isola troppo lontana per i miei sogni, sogni di una gioventù perduta in un oceano; oceano grigio, troppo mosso, irrequieto, come l'anima e il corpo mio.
No, io non vedrò mai le sponde; punte taglienti a picco sul mare ondoso, copro la mia fronte al sole, odora l'aria di fieno tagliato; scopro la paglia bruciata e soffio la cenere al vento persa, la memoria.
No, io non amerò mai la candida carne; mani ruvide, sporche, sul pensiero morto, morto di rabbia al fronte colmo di cadaveri; vedo le nubi nere avvicinarsi veloci, terrà la capanna di canne?
No, io non volterò mai la testa; sguardi maligni per i miei modi, modi d'essere curvo, ma vivo, nell'oceano; oceano di lacrime, troppo salate, amare, come la pelle e le labbra mia.
No, io non giurerò mai alla bandiera; asta troppo alta per la mia curva schiena, schiena piegata dal peso della barriera dell'odio; il cielo grigio, io non so quali gocce cadono sul mio viso, acqua che piove dal tetto, forse stille per il ricordo di un libro che ho letto.
Un giorno di nubi screziate sul mare, no, io non sono di qui e non mi piace il Castello col fossato.
30 novembre 1976
IO NON SO
Io non so di quale isola parli, non vedo l'azzurro degli occhi dell'ultima donna, mentre l'onda furiosa s'infrange sulla costa.
Io non so di quale paese parli, non credo alle parole degli uomini dell'ultimo tempio, mentre si fasciano il capo all'ombra del piccolo albero.
Io non so di quale libertà parli, non sento il canto degli uccelli dell'ultimo paradiso, mentre il sole tramonta nel mare delle lacrime perdute.
20 maggio 1977
OGGI PIOVE
Fuori piove; dove è che vivo? Già lo dico, ma già è passato; già penso, ora, nel presente al futuro che deve venire, ma già lo fermo, per sempre, nel passato.
Fuori piove; quando è che vivo? Ora, no, non è possibile, è già passato, domani, forse, nel futuro che deve venire, ma già il forse è fermo, per sempre, come il domani nel passato.
Fuori piove; è il passato che deve venire o il presente è già futuro? Ieri è già domani, ma domani non sarà oggi? - No, oggi piove! -
29 agosto 1978
SAPERE DI ESSERE
Non può essere solo nella mia fantasia la voglia di correre via, andare lontano, dove anche il sonno va piano. Chi sarò, dove sarò, cosa farò, cosa vorrò, io ora non so, so soltanto che vivrò la vita anche se questa verrà smarrita. Altri momenti di magia che non saranno soltanto nostalgia, melodie del tempo che verrà col mio esistere, aprendo e chiudendo le mani e insieme a me gli altri. Non m'importa e non m'importerà di essere capito, solo non voglio essere tradito.
2 settembre 1979
IL FIGLIO CHE NON CONOBBE SUO PADRE
Il figlio che non vide, che non conobbe suo padre, incontrò in un prato verde sua madre; si presero per mano e insieme andarono incontro al tramonto. Fu l'albero a scegliere il tempio, ma non stese i suoi rami al cielo e così decise di non far nascere le sue gemme; decise di non dar vita alle foglie verdi; decise di non aver più fiori bianchi profumati; decise e così è stato.
28 ottobre 1979
L'ARRIVO DEL TEMPORALE
Gli spiriti maligni calpestavano l'erba sulla riva del grande fiume; mentre il cielo grigio pensava alla sua vendetta, al momento in cui si sarebbe scaricato, e la foglia pendeva dal ramo temendo lo strappo del vento.
13 novembre 1979
FESSO
Non è importante, ma parlo lo stesso anche se mi sembro un pò fesso. Ma perché cerco la rima così per fare, non è bello vi pare? Oh, che strano, pareva ci fosse qualcuno! Beh, fa lo stesso, posso sempre parlare con il mio sesso!
17 luglio 1980
ASCOLTA AMICO
- ... ne ho fatta di strada sai e mi sono perso sempre in un mare di guai. Gli amici miei veri non lo sono stati mai; la mano che stringevo era sempre diversa e a volte perversa.
Ne ho fatta di strada sai e mi sono perso sempre in un mare di guai. Il tempo che fugge lascia sempre qualcosa che ti distrugge, rimane al vento che soffia solo le spoglia di un essere che di vivere non ha più voglia ... -
18 luglio 1980
ALIENO
L'uomo che mi era di fronte si avvicinò di più, feci finta di non vederlo, non volevo vederlo, mi urtò e fu allora che domandai chi era e lui rispose, - Io sono l'uomo che era di fronte a te, sarò sempre di fronte a te, io ti ho urtato, tu hai domandato chi ero, io ti sto rispondendo ... - Una maschera di piombo lo copriva in volto, le mani nascoste dietro la schiena, - ... ti ho ritrovato, sono uscito dal tempo a far fronte ai ricordi del tuo passato ... - Ero stanco, spensi la luce, fu buio e anche al di là allo specchio fu buio!
28 luglio 1980
SI, ANCH'IO
Dedicata è questa canzone alla mia morte, cari signori, perché, non dimentichiamoci, della vita è questa la sorte. E mi associo ora con i beoni delle vecchie osterie a raccontarci le nostre porcherie davanti al buon vino che è sempre un buon vicino. E così, cari signori, io non sono più un frignone, quello che voi credevate un gran coglione. Si, anch'io, prima o poi, dovrò morire, sapete, e voi ci sarete e non solo per soffrire, sapete, ma ci sarete; e ci sarà anche il vento a soffiare sui ricordi. Si, anch'io, prima o poi, dovrò morire, sapete, e voi ci sarete e non solo per sorridere, sapete, ma ci sarete; e ci sarà anche il prete a brindare sui cervelli che avete. Si, anch'io, prima o poi, dovrò morire, sapete, e voi ci sarete e non solo per parlare, sapete, ma ci sarete; e ci sarà anche il sole a scaldare le guance rosse.
Poi il tempo busserà ancora ad altre porte, non ci sarà alcun momento per rimpiangere la vita, per odiare il mondo... come può esserci invidia per chi rimane, per chi è solo come un cane.
30 agosto 1980
NEON
Chi sono non lo so, chi ero nemmeno, so soltanto che giacevo laggiù nella palude. Il mio corpo fu preda di qualche insetto poi di un topo e di una serpe; gli uccelli mi privarono delle palpebre e delle labbra. Un cane fiutò e leccò le mie mani poi di nuovo gli insetti ed infine i vermi finché di me rimasero solo le ossa che affondarono lentamente, con la prima pioggia, nel fango. Un giorno la terra si asciugò e il vento la screpolò, un soffio sparse di me quel che restava, allora il soffitto bianco, illuminato da una luce falsa, non era più il cielo...
6 settembre 1980
DENTRO DI ME
Dentro di me rivedo casa mia, i muri bianchi, un quadro appeso, quattro sedie e delle panche, sogno ma non mi desto.
Voglio fuggire ma resto qui a dormire; che volete che sia è solo un attimo di malinconia che porta con se tutta la mia follia.
Voglio tornare alla mia terra e questa è storia vera, a coltivare parole amare per chi non sa sognare, per chi non sa amare.
Voglio tornare e non solo per cantare, ma anche per combattere per qualcosa che si deve cambiare, per qualcosa che si deve amare.
Voglio l'erba voglio fumare e non solo per dimenticare, per qualcosa che può essere un ideale, per qualcosa che oggi più non vale.
Ritornano dentro di me i ricordi, il passato, qualcuno che è morto, qualcuno che è nato, qualcuno che dalla ragione è passato al torto.
Voglio reagire ma resto qui a subire, che volete che sia è solo un attimo di malinconia che porta con se tutta la mia follia.
16 settembre 1980
RESTA LI, ALLA FINESTRA, IL TEMPO
E il mio vecchio rimane alla finestra a guardare il tempo che passa sulla via; pelle cotta dal sole, vene che escono dalla pelle, mani ruvide, calli che hanno vinto la fatica, ecco tutto quello che gli rimane tra le dita. Io penso al futuro che scorre veloce al di la del muro, tu non ci sei ed è tutto quello che vorrei. Mio figlio corre veloce e non sente più la mia voce, il tempo trasforma la realtà di oggi e le bugie nascondono le verità di domani. - Ascolta, fuori piove, ascolta, l'acqua racconta la mia storia ... - E poi invecchierò anch'io e mio figlio mi dirà - Sei inutile papà ... - ed io non godrò più della sua bontà. Che fare, non mi resta altro che pensare, è questa una malattia che conosco, io parlo, parlo, ma tu sei via; intanto è la sostanza della vita che si versa nel lago dove l'acqua è fango, acqua putrida come i pensieri della mente, istinti malvagi da demente. E il mio vecchio rimane alla finestra a guardare il tempo che passa sulla via; tra poco sarà notte, rimarrà desto, forse aspetterà la morte, ma è ancora presto. Il tempo lo ha divorato come la scogliera divorata dal mare, io ho dimenticato forse perché, anche per lui, oggi è già passato.
21 ottobre 1980
LA FINE DELLA COSTRUZIONE
È stato costruito il grande palazzo e il muratore non ha ancora dormito, il suo viso è quello di un pazzo...
5 maggio 1981
IL PUNTO
Il punto era distante, non più di tanto, la lacrima di ghiaccio pendeva dal ciglio rosa, il sasso rotolava e non trovava il piano.
Il punto era distante, non più di tanto, il sole di agosto scaldava dalla vecchia foto, le labbra baciavano e non trovavano l'amore.
Il punto era distante, non più di tanto, l'acqua di fonte saliva alle nubi bianche, il mondo tuonava e non dimenticava l'orrore.
Il punto era distante, non più di tanto, il morso della vipera guariva dalla vita, le mani si stringevano al petto e le unghie graffiavano la pelle bianca.
13 maggio 1982
COMPROMESSI
No, non è vero che il sole nasce ad oriente, io lo so.
L'orizzonte a est è macchiato dalla notte in arrivo e le prime stelle non hanno le strisce.
Dove andranno le idee di ieri, vecchi discorsi non più veri.
Le chiome bionde delle fanciulle in amore non faranno dimenticare il dolore.
Versare ancora del vino per credere di bere in buona compagnia è solo una triste bugia.
14 maggio 1982
L'ESTATE DEI RICORDI
È stata l'estate dei pensieri, l'estate dei rimorsi, ed io ricordo tutto.
Il ricordo di un amore giovane, il pensiero di non averla amata, il rimorso di averla lasciata; tutto bruciava in quella stanza senza trovare ragione.
Diceva che mi amava; io che capire non volevo, io che il tempo volevo cambiare, fuggivo in un rifugio segreto.
Una goccia di sudore bagnava; io che non sapevo, io che alla fonte volevo bere, guardavo attraverso un coccio di vetro.
Il ricordo di una forte emozione, il pensiero di non vivere abbastanza, il rimorso di una vita passata; tutto bruciava in quella stanza senza trovare ragione.
26 agosto 1982
OCCIDENTE
Mi piace la tua casa con le mura bianche, il tuo letto con le lenzuola a fiori. Mi piacciono i tuoi capelli biondi, le tue guance rosee, i tuoi occhi con l'azzurro del mare. Mi piace la tua bocca, i tuoi denti bianchi, la tua lingua con il sapore della fragola. Mi piace il tuo collo, i tuoi segni rossi, la tua collana con i nodi stretti. Mi piacciono le tue spalle, le tue esili ma forti braccia, le tue dita con le lunghe unghie. Mi piace il tuo seno, i tuoi capezzoli, il tuo ventre con quella pelle da baciare. Mi piacciono le tue cosce, le tue fini caviglie, il tuo sedere con quei glutei piacevoli da accarezzare. Mi piace il tuo carattere, i tuoi modi di fare così superficiali, le tue volgarità con le quali confondo le mie qualità.
27 luglio 1983
L'ESTATE DELL'83 - ANNOIATO
Tenere per mano il tempo è come baciarti gustando il tuo sapore anche se non è amore.
28 luglio 1983
L'ESTATE DELL'83 - NON TI AMO
La tua lingua sul mio corpo lascia solo saliva e non emozioni. Il sole caldo sul mio viso lascia solo gocce di sudore e non nuove sensazioni. Il tuo corpo sul mio lascia solo il suo leggero peso e non nuovi piaceri.
2 agosto 1983
L'ESTATE DELL'83 - NAUSEA
Il tuo profumo non mi piace, sarà il sudore; che vuoi che ti dica, mi dispiace, preferisco restare qui ad aspettare da solo la marea.
20 agosto 1983
L'ESTATE DELL'83 - CERNIERA LAMPO
Baciarti mi ha fatto piacere, se frugherai nei miei pantaloni troverai ciò che ti farà godere, però, ricordati, non ho bottoni!
VOLENTIERI
Volentieri ti vorrei baciare e il gusto della tua lingua assaporerei con piacere.
Volentieri ti vorrei spogliare e il calore del tuo corpo sentirei con piacere.
Volentieri ti vorrei scopare e il bagnato del tuo godere asciugherei con piacere.
1 ottobre 1983
ALBA
Il castello nascosto dietro le punte dei neri cipressi si sta alzando e tra le vecchie mura il giorno cerca spazio.
Il vento, che spettina i capelli, si ricorda bene delle parole sospirate nella notte fredda e la nebbia ha quasi dimenticato il sole dietro la lontana collina dove si nasconde la volpe dalla coda grigia.
Il rumore del silenzio si sta rompendo e le ombre nere tornano ai loro sepolcri nascosti dietro gli angoli umidi.
17 ottobre 1983
RICOMINCIARE
Uscire, una volta tanto, per le strade del mondo e accorgersi poi che non sono tutte in salita da una buona sensazione, un'altra occasione.
29 maggio 1984
CODARDO
C'è chi si sente perduto e allora si nasconde.
Le onde mosse dal forte vento lasciano spazi alla luce che dagli abissi s'alza verso il cielo delle maree; e allora, ti sei mai chiesto perché stai li, di fronte alla vita, immobile?
26 agosto 1984
NUOVA ESTATE
Tu in ginocchio di fronte a me, no, non è una preghiera ma io non penso a questo. Accendo la tivù, i giorni delle mie rivoluzioni non ci sono più. Ho sete, cerco di bere nei pensieri ma il tempo non mi aspetta.
22 luglio 1985
DOMANI, UN GIORNO IN MENO
Domani avremo un giorno in meno per pensarci; ora dividiamo i nostri sogni in questa stanza senza finestre e se la luce del tempo illuminerà le nostre idee ci aiuterà a guardarci dietro i nostri occhi.
Domani avremo un giorno in meno per pensarci; ora prendi la mia mano e non pensare che questo sia tempo perso perché ogni momento è sempre diverso, anche se il mondo è sempre lo stesso.
Domani avremo un giorno in meno per pensarci; ora guardiamo questo figlio che sfoglia i nostri anni e che già ci fugge tra le mani correndo veloce verso il suo domani; ma, già, domani avremo un giorno in meno per pensarci.
19 novembre 1985
OGNI TANTO
Ogni tanto vorrei abbandonarmi ad ascoltare la mia musica, vera, unica, amica mia.
Ogni tanto vorrei chiudere gli occhi, sognare, sentire sulla pelle il vento tiepido della malinconia.
Già sento la musica lontana, la gente balla, io chiudo gli occhi e mi addormento; forse non li aprirò più, sto bene così!
21 luglio 1986
AMORE
Innamorarsi ancora, gustare un'altra volta le albe e i tramonti sul molo della vita; mano nella mano, un sogno, il profumo dei tuoi capelli, l'emozione, uno sguardo, la tentazione di un bacio.
Innamorarsi ancora, giocare un'altra volta tra il bene e il male sulla cima del mondo; un sospiro, una parola, le tue labbra, la passione un sorriso, il calore di un abbraccio. Ti amo...
12 marzo 1991
È
È nella mia mente il desiderio di te o si nasconde dentro il mio corpo.
Le mani frugano nelle tasche vuote: esci coraggio!
È nei miei pensieri l'amore che provo o si nasconde dentro le mie parole.
Il fiato soffia dalla bocca vuota: uscite parole!
CI SONO MOMENTI
Ci sono momenti dove le parole non trovano lo spazio, l'emozioni si fanno più forti, il sonno tarda a venire e la luce della ragione si fa più fioca.
Ci sono momenti dove la vita si confonde con i sogni, l'amore si fa desiderio, il calore ti avvolge e la mente si perde nell'oblio.
SARÀ STATO
Sarà stata l'acqua, quando scorre impetuosa sotto i ponti, che mi ha trascinato come una foglia sulla tua riva.
Sarà stato il vento, quando soffia nel mio giardino e sono solo, che ha portato nel mio cuore il profumo dei tuoi capelli.
Sarà stato alla sera, quando si avvicina la notte e resto solo, che ho cercato nei miei pensieri la luce dei tuoi occhi.
10 maggio 1991
NON PENSARE CHE...
Non pensare che io voglia giocare, è nel mezzo del tuo mare che io voglio navigare; spiego le mie vele al vento, è in questo grande tormento che vivo di te ogni momento.
Non pensare che sia stato il fulmine, è stato il tuono prima della fine che mi ha svegliato dal mio lungo dormire; apro le mani al cielo pieno di colore, è una poesia il mio amore che canta la melodia del cuore.
13 maggio 1991
POESIA
Il vento, soffio della vita che passa, muove i pensieri tra i capelli e la luce dei tuoi occhi illumina il mio viso col calore dell'estate.
Amore, tu che vivi nel mio cuore, cammini in silenzio tra i sentieri assolati della mia mente.
L'acqua, sfogo del pianto della terra, si infrange sulle mie coste ed io non ho la forza per trattenerla mentre le gambe si piegano.
Amore, tu che sei lontana, tieni le mie mani tese tra i fili della vita ed io non so più scioglierle.
26 maggio 1991
SOGNO
Ho visto i tuoi occhi, amore, accendersi nella notte, ho sentito il tuo calore sotto le mie carezze.
Ho sentito il tuo profumo, amore, spandersi nel buio, ho ascoltato i tuoi silenzi assieme allo scivolare lento delle mie lacrime.
Ho ascoltato la tua musica, amore, allontanarsi nel vuoto, ho accarezzato i tuoi capelli tra le mie mani.
Ti amo, amore...
Ho visto i tuoi occhi, amore, accendersi della notte, ho sentito il gelo della solitudine tra le mie lenzuola.
Ho sentito il tuo profumo, amore, spandersi del buio, ho ascoltato i passi della vita scivolare via lentamente assieme al mio tempo.
Ho ascoltato la tua musica, amore, allontanarsi nel vuoto, una melodia tra le mie mani: tutta la mia malinconia.
Ti amo, amore, addio, amore...
29 maggio 1991
RISVEGLIO
Ho visto i tuoi occhi, amore, sotto le mie carezze.
Ho sentito il tuo profumo, amore, assieme allo scivolare lento delle mie lacrime.
Ho ascoltato la tua musica, amore, tra le mie mani, ti amo, amore...
Ho visto i tuoi occhi, amore, tra le mie lenzuola.
Ho sentito il tuo profumo, amore, scivolare via lentamente assieme al mio tempo.
Ho ascoltato la tua musica, amore, ti amo, amore, addio, amore...
30 maggio 1991
NON
Non può essere solo nella mia fantasia la voglia di correre lontano, volteggiare su dolci colline e farsi cullare dal vento tra le bianche nubi.
Non può essere solo nei miei sogni la voglia di uscire fuori, camminare per le strade umide della notte e farsi portare dai ricordi in mezzo alle piazze deserte.
Non può essere solo nei miei desideri la voglia di baciarti forte, assaporare le tue labbra e farsi trascinare dai sensi tra le braccia della vita.
Non può essere solo nel mio amore la voglia di calde primavere, odorare i fiori di pesco e farsi abbagliare dalla luce tra i colori del tramonto.
No, non può essere solo nei pensieri il desiderio di vivere di più!
DIMMI
Hai mai sentito il pianto di un bimbo che da solo corre nel vento? Hai mai provato l'emozione nascosta nel riflesso di una lacrima che scende sul viso? Ti chiedi mai perché nasconde tutto il sapore del mare? Ecco io sono pronto a volare, ad entrare nel calore di un abbraccio, ma tu riesci a sentire, a capire tutto questo? Riesci a sentire il rumore del fiume che scorre dentro di te, e il tuono della tempesta lo senti? Provi la paura che cresce, la follia dei sentimenti che straripano dal cuore la provi mai? E dopo la tempesta ti soffermi mai lungo le strade della vita immerse nel profumo della polvere? Ti soffermi mai a cercare i colori dell'arcobaleno? Ascolta, è il tempo che passa con il suo lieve fruscio come il vento quando accarezza i pensieri, ascolta, è il mio amore che confonde il ritmo del cuore con il tuono, ascolta, è l'acqua della diga che si rovescia nel profondo della mia mente. Dimmi allora se hai mai provato, se hai mai cercato, dimmi allora se hai mai amato.
31 maggio 1991
MI MANCHI
Mi manchi ora che non ci sei più, ora che capisco dentro la mia memoria le tue parole. Mi manchi ora che non ti vedo più, ora che percorro il solco della solitudine senza un tuo consiglio. Mi manchi ora che non ho più il tuo affetto, ora che sto imparando a camminare da solo lungo i fianchi della vita. Mi manchi ora che non ti sento più, ora che piovono dentro la mia anima tutti i rimorsi. Mi manchi, mi manchi tanto babbo mio.
SENSIBILITÀ
Corri, corri, e poi, ogni tanto, ti fermi ad aspettare chi, cosa, non so. Eppure io sono qui, fermo, immobile, mentre cerco di ascoltare il tuo respiro. Vorrei asciugare la tua fronte e d'amore profumarti, ma tu corri, corri di nuovo. Se tu uscissi, una volta tanto, dai tuoi romanzi e ti accorgessi della vita che ti circonda mi incontreresti vicino al tuo sentiero. Se ti voltassi, una volta tanto, ma tu corri, corri di nuovo. Nei miei sogni ho passeggiato a lungo tra le tue calde colline, ho scalato le tue cime, ho bevuto a lungo alle tue fonti, ma tu corri, corri di nuovo e poi, ogni tanto, ti fermi ad aspettare chi, cosa, non so. Eppure, una volta, nei tuoi silenzi, dentro lo sfogo di un tuo pianto, ho creduto di conoscerti, si, nel tuo tormento ti avevo riconosciuto...
Buongiorno sole, buongiorno luce, che fai? Perché mi abbagli? Perché mi illumini della tua forza? Lasciami stare, fammi di nuovo addormentare, lasciami ancora sognare...
Buongiorno sole, buongiorno luce... Come è crudele la realtà nella sua meraviglia.
17 giugno 1991
UN GIORNO
Un giorno, passeggiando per le strade buie del mondo, ci rincontreremo. -Ciao, come ti va...- E, così, dietro alle parole anche i ricordi seguiranno i nostri passi. Vorrò abbracciarti e stringerti forte anche se le mie braccia non avranno più la stessa forza. Amore, quanto amore nelle mie vecchie parole, cercherò nei riflessi dei tuoi capelli i miei anni: quelli vissuti senza di te. Rimpianto, tanto rimpianto nel mio vecchio cuore, cercherò nel profondo dei tuoi occhi la mia storia: quella che avrei voluto con te. E, così, dietro ai ricordi anche le parole seguiranno ai nostri pensieri. -Ciao, adesso devo andare...- Una stretta di mano calda come il sospiro del vento dell'estate e veloce come il tempo passato. -Ciao, ...-
CONFUSIONE
I tuoi neri capelli si confondono col buio della mia mente e il loro profumo offusca i miei pensieri. È la nebbia della ragione che si versa, come il fiume nel mio lago a primavera, quando i ghiacci si sciolgono.
18 giugno 1991
RABBIA
Picchia, picchia forte, sfonda quella porta, possibile che tutti dormano? Dai, calcia e picchia forte con tutta la tua rabbia, possibile che nessuno senta? Urla, calcia e picchia forte, batti i pugni sul duro legno, possibile che resista tanto? Dai, urla, calcia e picchia forte con tutte le tue energie, possibile che tutti sono fuori? Piangi, urla, calcia e picchia forte, graffia quella corteccia, possibile che sia tanto dura? Dai, piangi, urla, calcia e picchia forte con tutta la tua disperazione, possibile che nessuno apra?
DIVERSO, PERCHÉ?
La gente passa per strada, non si accorge del Sole e se piove apre l'ombrello. Sotto i loro piedi non conoscono più il rumore dell'acqua, non riescono più a vedere l'arcobaleno dentro i loro cervelli. Io mi sono fermato, li sto osservando, non sorridono, io mi sento diverso perché? Anch'io passo per strada, a volte non mi accorgo del Sole o se sta piovendo. A volte, anch'io, non riesco a vedere l'arcobaleno, eppure mi sono fermato, mi sto osservando, non sorrido, eppure mi sento diverso.
SOLITUDINE
E così , un foglio di fronte a me, sotto i miei occhi, una penna nella mia mano e tanti pensieri, sotto i miei capelli. E la mano scivola sul foglio col graffiare leggero della penna, io la chiamo poesia ma forse è la mia anima che cerca di raccontarmi la sua storia. E poi un nuovo foglio, una nuova sensazione che voglio ricordare e, forse, che voglio raccontare. È così che scrivo forse per sentirmi ancora vivo.
DI NUOVO IO PENSO
Di nuovo io penso, perché non guardi in alto, verso le nuvole di bianco piene, perché non provi a vedere il tuo possibile. Io non ho altro modo di parlarti se non con la bocca d'amore piena. Vedi, io cerco sempre di vivere la tua presenza amore, anche se sei via la fonte della ragione riesce a bagnare il prato col profumo dei desideri.
Di nuovo io penso, in alto, verso le nuvole. Perché non provi. Io non ho altro se non con la bocca. Vedi, io cerco sempre amore, anche se sei via riesco a bagnare il prato.
Di nuovo io penso, perché non provi, se non con la bocca amore, anche se sei via.
Di nuovo io penso, se non con la bocca.
Di nuovo io penso.
22 giugno 1991
VITA
Ti vorrei incontrare lungo i fiumi e salire così alle tue fonti e poi cercare di scalare le tue cime sotto l'azzurro del tuo cielo.
Ti vorrei baciare lungo la pelle e salire così alle tue labbra e poi cercare di mordere i tuoi occhi sotto l'ombra dei tuoi capelli.
Ti vorrei incontrare lungo la pelle e salire così alle tue fonti e poi cercare di mordere le tue cime sotto l'azzurro dei tuoi capelli.
Ti vorrei baciare lungo i fiumi e salire così alle tue labbra e poi cercare di scalare i tuoi occhi sotto l'ombra del tuo cielo.
28 giugno 1991
DOMENICHE LONTANE
Mio nonno allevava dei bravi cani da caccia e mio padre era un bravo cacciatore.
In quelle domeniche lontane rosse bestemmie si confondevano nel verde della foresta tra i lampi degli spari, ma alla sera, a cena, quanto rispetto per quella carne e c'era sempre un pezzo anche per i cani.
Sul canto del fuoco poi le parabole e le storie dei vecchi, sacro e profano, si consumavano nelle parole come il ceppo sotto il camino finché tutto non scompariva sotto la cenere, come il rosso del vino dentro i bicchieri, ed era il tempo di andare a letto.
18 gennaio 1992
documento redatto in proprio nel mese di agosto dell'anno 2000
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