RACCOLTA ZERO

poesie di Massimo Mascalchi
dal 1971 al 1992



dedicato alla persona che mi ha insegnato a camminare,
a guardare e ad ammirare, a parlare e ad ascoltare,

dedicato alla persona che mi ha insegnato a lottare e ad amare,
dedicato a mia madre



 

INDICE

ricordarsi
si nasce e si muore
nasce
noia
una giornata non particolare
una giornata particolare
camminare
desiderio
l'asfalto
io, acqua
pasqua
io non so
oggi piove
sapere di essere
il figlio che non conobbe suo padre
l'arrivo del temporale
fesso
ascolta amico
alieno
si, anch'io
neon
dentro di me
resta li, alla finestra, il tempo
la fine della costruzione
il punto
compromessi
l'estate dei ricordi
occidente
l'estate dell'83 - annoiato
l'estate dell'83 - non ti amo
l'estate dell'83 - nausea
l'estate dell'83 - cerniera lampo
volentieri
alba
ricominciare
codardo
nuova estate
domani, un giorno in meno
ogni tanto
amore
è
ci sono momenti
sarà stato
non pensare che...
poesia
sogno
risveglio
non
dimmi
mi manchi
sensibilità
un giorno
confusione
rabbia
diverso, perché
solitudine
di nuovo io penso
vita
domeniche lontane



RICORDARSI

 

Ricordarsi di una casa,
lontana nel tempo,
dove ho trascorso i giorni più belli,
puri, innocenti.

Ricordarsi di una casa,
tornarci oggi,
trovare quattro mura abbattute
e nel mezzo un rovo di spini
con un fiore bianco appassito.

 

3 gennaio 1971





SI NASCE E SI MUORE

 

Si nasce e si muore
ecco qua l'umanità.

Canta la madre alla sua piccina;
insegna il maestro, impara il ragazzo.

Si nasce e si muore
e si prega il Signore che è creatore.

Fa la guerra il padre,
fa la guerra il figlio;
pace e amore spera il fratello.
Brilla il sole e nasce il fiore.

Si nasce e si muore
ecco qua l'umanità.

Muore la madre, piange la piccina;
insegna il maestro, chissà dove è il ragazzo?

Si nasce e si muore
e si prega il Signore che è creatore.

Morto è il padre,
la guerra non fa più il figlio;
pace e amore sperava il fratello.
Tramonta il sole e muore il fiore.

 

23 gennaio 1972




NASCE

 

Nasce un bimbo
e sua madre lo adora.

Nasce l'odio
e la guerra fa l'uomo.

Torna la pace;

un bimbo cerca sua madre
la trova
sotto una croce;

e una croce ha l'uomo,
sul petto,
per la strage più perfetta.

 

8 marzo 1973





NOIA


Un giorno come un altro,
una mattina come un'altra,
svegliarsi nella stessa stanza,
gli stessi abiti, la stessa colazione.

Un giorno come un altro,
una mattina come un'altra,
la stessa nebbia, la stessa strada,
gli stessi alberi, le stesse persone.

Un giorno come un altro,
una sera come un'altra,
la stessa cena, le stesse posate,
gli stessi volti stanchi, la stessa luce.

Un giorno come un altro,
una sera come un'altra,
le stesse idee, le stesse lenzuola
e addormentarsi come sempre.


23 marzo 1974


UNA GIORNATA NON PARTICOLARE


Sboccia tra le macerie un fiore;
passano per strada
due suore.

Guardo il cielo: è azzurro;
mangio un panino
con il burro.

Si è messo a piangere il fratello;
mi cade di mano
il coltello.

Oggi al ristorante non mi hanno dato la lista;
sul giornale leggo che hanno ucciso
un comunista.

Intanto mia madre mi ricuce il pantalone;
vorrei ritornare bambino e dare
un calcio al pallone.

Le stringo la mano ma non le faccio male;
è buona la minestra
ma c'è poco sale.

Fuori soffia il vento e piove;
ma la gente vuole
le case nuove.

Ho comprato la carne, un solo etto;
adesso è l'ora
di andare a letto.


17 settembre 1974


UNA GIORNATA PARTICOLARE


Passando per strada
mangio un panino,
mi cade di mano,
sul giornale leggo che hanno ucciso.

Vorrei ritornare bambino e dare un calcio,
è buona la minestra
ma la gente vuole le case;
adesso è l'ora di andare!


17 settembre 1974


CAMMINARE


Camminare per lunghe strade polverose,
incontrare qualcuno e non salutarlo.

Camminare per lunghe strade polverose,
trovarci in grandi piazze e perderci.

Camminare per lunghe strade polverose,
in fondo ad una di esse una luce,
correrle incontro;
ma già le gambe abbandonano il corpo,
gli occhi vedono il buio,
la testa giace già nella polvere...


6 novembre 1974


DESIDERIO


Una luce bianca,
per tutto quello che ti manca.

Una montagna di cristallo
freddo,
dalle sporgenze taglienti,
per tutto quello che tenti.

Una sfera,
per vederci una storia vera.

Un cartello,
per tirarci un coltello.

Un bacio,
per toccarti il cuore.

Una grande statua,
per la madre tua.

Una colata di lava
lunga,
dai colori rosso bruni,
per tutto quello che consumi.

Un fiore,
per uno che muore.

Una luce bianca,
per tutto quello che ti manca.


3 maggio 1975


L'ASFALTO


L'asfalto non ha l'odore della polvere
come dopo la corsa
lungo lo stretto viottolo di campagna.

L'asfalto non ha il colore della terra
e sporca i ginocchi
col nero dei tempi peggiori.


8 giugno 1975


IO, ACQUA


Sono nato che ero ruscello,
acqua che scorreva nei pendii tra aghi di pino e fili d'erba.

Sono stato torrente,
acqua che scendeva nei dirupi tra rocce e sassi.

Sono diventato fiume,
acqua che accarezzava i ponti tra paesi e città.

Sono ora lago,
acqua che specchia il cielo tra barche e nuvole.

Diventerò di nuovo fiume,
acqua che correrà giù verso il mare tra nuovi paesi e nuove città,
acqua che tornerà nel cielo tra nuove barche e nuove nuvole.


16 settembre 1976


PASQUA


Un giorno di nubi screziate sul mare,
io non sono di qui
e non mi piace il Castello col fossato.

No, io non arriverò mai a Pasqua;
isola troppo lontana per i miei sogni,
sogni di una gioventù perduta in un oceano;
oceano grigio, troppo mosso, irrequieto,
come l'anima e il corpo mio.

No, io non vedrò mai le sponde;
punte taglienti a picco sul mare ondoso,
copro la mia fronte al sole,
odora l'aria di fieno tagliato;
scopro la paglia bruciata e soffio la cenere
al vento persa, la memoria.

No, io non amerò mai la candida carne;
mani ruvide, sporche, sul pensiero morto,
morto di rabbia al fronte colmo di cadaveri;
vedo le nubi nere avvicinarsi veloci,
terrà la capanna di canne?

No, io non volterò mai la testa;
sguardi maligni per i miei modi,
modi d'essere curvo, ma vivo, nell'oceano;
oceano di lacrime, troppo salate, amare,
come la pelle e le labbra mia.

No, io non giurerò mai alla bandiera;
asta troppo alta per la mia curva schiena,
schiena piegata dal peso della barriera dell'odio;
il cielo grigio, io non so quali gocce cadono sul mio viso,
acqua che piove dal tetto,
forse stille per il ricordo di un libro che ho letto.

Un giorno di nubi screziate sul mare,
no, io non sono di qui
e non mi piace il Castello col fossato.


30 novembre 1976


IO NON SO


Io non so di quale isola parli,
non vedo l'azzurro degli occhi
dell'ultima donna,
mentre l'onda furiosa
s'infrange sulla costa.

Io non so di quale paese parli,
non credo alle parole degli uomini
dell'ultimo tempio,
mentre si fasciano il capo
all'ombra del piccolo albero.

Io non so di quale libertà parli,
non sento il canto degli uccelli
dell'ultimo paradiso,
mentre il sole tramonta
nel mare delle lacrime perdute.


20 maggio 1977


OGGI PIOVE


Fuori piove;
dove è che vivo?
Già lo dico, ma già è passato;
già penso, ora, nel presente
al futuro che deve venire,
ma già lo fermo, per sempre, nel passato.

Fuori piove;
quando è che vivo?
Ora, no, non è possibile,
è già passato,
domani, forse, nel futuro che deve venire,
ma già il forse è fermo, per sempre, come il domani nel passato.

Fuori piove;
è il passato che deve venire
o il presente è già futuro?
Ieri è già domani,
ma domani non sarà oggi?
- No, oggi piove! -


29 agosto 1978


SAPERE DI ESSERE


Non può essere solo nella mia fantasia
la voglia di correre via,
andare lontano,
dove anche il sonno va piano.
Chi sarò, dove sarò, cosa farò, cosa vorrò,
io ora non so, so soltanto che vivrò la vita
anche se questa verrà smarrita.
Altri momenti di magia
che non saranno soltanto nostalgia,
melodie del tempo che verrà
col mio esistere,
aprendo e chiudendo le mani
e insieme a me gli altri.
Non m'importa e non m'importerà
di essere capito,
solo non voglio essere tradito.

2 settembre 1979


IL FIGLIO CHE NON CONOBBE SUO PADRE


Il figlio che non vide,
che non conobbe suo padre,
incontrò in un prato verde sua madre;
si presero per mano
e insieme andarono incontro al tramonto.
Fu l'albero a scegliere il tempio,
ma non stese i suoi rami al cielo
e così decise di non far nascere le sue gemme;
decise di non dar vita alle foglie verdi;
decise di non aver più fiori bianchi profumati;
decise e così è stato.


28 ottobre 1979


L'ARRIVO DEL TEMPORALE


Gli spiriti maligni calpestavano l'erba
sulla riva del grande fiume;
mentre il cielo grigio pensava alla sua vendetta,
al momento in cui si sarebbe scaricato,
e la foglia pendeva dal ramo
temendo lo strappo del vento.


13 novembre 1979


FESSO

Non è importante, ma parlo lo stesso
anche se mi sembro un po' fesso.
Ma perché cerco la rima così per fare,
non è bello vi pare?
Oh, che strano, pareva ci fosse qualcuno!
Beh, fa lo stesso,
posso sempre parlare con il mio sesso!


17 luglio 1980


ASCOLTA AMICO


- ... ne ho fatta di strada sai
e mi sono perso sempre
in un mare di guai.
Gli amici miei
veri non lo sono stati mai;
la mano che stringevo
era sempre diversa
e a volte perversa.

Ne ho fatta di strada sai
e mi sono perso sempre
in un mare di guai.
Il tempo che fugge
lascia sempre qualcosa che ti distrugge,
rimane al vento che soffia
solo le spoglia di un essere
che di vivere non ha più voglia ... -


18 luglio 1980



ALIENO


L'uomo che mi era di fronte si avvicinò di più,
feci finta di non vederlo,
non volevo vederlo,
mi urtò e fu allora che domandai chi era
e lui rispose,
- Io sono l'uomo che era di fronte a te,
sarò sempre di fronte a te,
io ti ho urtato, tu hai domandato chi ero,
io ti sto rispondendo ... -
Una maschera di piombo lo copriva in volto,
le mani nascoste dietro la schiena,
- ... ti ho ritrovato,
sono uscito dal tempo
a far fronte ai ricordi del tuo passato ... -
Ero stanco, spensi la luce,
fu buio e anche al di là allo specchio fu buio!


28 luglio 1980


SI, ANCH'IO


Dedicata è
questa canzone
alla mia morte,
cari signori,
perché, non dimentichiamoci,
della vita è
questa la sorte.
E mi associo ora
con i beoni
delle vecchie osterie
a raccontarci
le nostre porcherie
davanti al buon vino
che è sempre un buon vicino.
E così,
cari signori,
io non sono più
un frignone,
quello che voi credevate
un gran coglione.
Si, anch'io,
prima o poi,
dovrò morire,
sapete,
e voi ci sarete
e non solo per soffrire,
sapete,
ma ci sarete;
e ci sarà anche il vento
a soffiare sui ricordi.
Si, anch'io,
prima o poi,
dovrò morire,
sapete,
e voi ci sarete
e non solo per sorridere,
sapete,
ma ci sarete;
e ci sarà anche il prete
a brindare sui cervelli che avete.
Si, anch'io,
prima o poi,
dovrò morire,
sapete,
e voi ci sarete
e non solo per parlare,
sapete,
ma ci sarete;
e ci sarà anche il sole
a scaldare le guance rosse.

Poi il tempo
busserà ancora ad altre porte,
non ci sarà alcun momento
per rimpiangere la vita,
per odiare il mondo...
come può esserci invidia
per chi rimane,
per chi è solo come un cane.


30 agosto 1980


NEON


Chi sono non lo so,
chi ero nemmeno,
so soltanto che giacevo
laggiù nella palude.
Il mio corpo fu preda di qualche insetto
poi di un topo e di una serpe;
gli uccelli mi privarono delle palpebre
e delle labbra.
Un cane fiutò e leccò le mie mani
poi di nuovo gli insetti
ed infine i vermi
finché di me rimasero solo le ossa
che affondarono lentamente,
con la prima pioggia,
nel fango.
Un giorno la terra si asciugò
e il vento la screpolò,
un soffio sparse di me quel che restava,
allora il soffitto bianco,
illuminato da una luce falsa,
non era più il cielo...


6 settembre 1980


DENTRO DI ME


Dentro di me rivedo casa mia,
i muri bianchi,
un quadro appeso,
quattro sedie e delle panche,
sogno ma non mi desto.

Voglio fuggire
ma resto qui a dormire;
che volete che sia
è solo un attimo di malinconia
che porta con se tutta la mia follia.

Voglio tornare alla mia terra
e questa è storia vera,
a coltivare parole amare
per chi non sa sognare,
per chi non sa amare.

Voglio tornare
e non solo per cantare,
ma anche per combattere
per qualcosa che si deve cambiare,
per qualcosa che si deve amare.

Voglio l'erba
voglio fumare
e non solo per dimenticare,
per qualcosa che può essere un ideale,
per qualcosa che oggi più non vale.

Ritornano dentro di me i ricordi,
il passato,
qualcuno che è morto,
qualcuno che è nato,
qualcuno che dalla ragione è passato al torto.

Voglio reagire
ma resto qui a subire,
che volete che sia
è solo un attimo di malinconia
che porta con se tutta la mia follia.


16 settembre 1980


RESTA LI, ALLA FINESTRA, IL TEMPO


E il mio vecchio rimane alla finestra
a guardare il tempo che passa sulla via;
pelle cotta dal sole, vene che escono dalla pelle,
mani ruvide, calli che hanno vinto la fatica,
ecco tutto quello che gli rimane tra le dita.
Io penso al futuro che scorre
veloce al di la del muro,
tu non ci sei
ed è tutto quello che vorrei.
Mio figlio corre veloce
e non sente più la mia voce,
il tempo trasforma la realtà di oggi
e le bugie nascondono le verità di domani.
- Ascolta, fuori piove,
ascolta, l'acqua racconta la mia storia ... -
E poi invecchierò anch'io
e mio figlio mi dirà
- Sei inutile papà ... -
ed io non godrò più della sua bontà.
Che fare, non mi resta altro che pensare,
è questa una malattia che conosco,
io parlo, parlo, ma tu sei via;
intanto è la sostanza della vita
che si versa nel lago
dove l'acqua è fango,
acqua putrida come i pensieri della mente,
istinti malvagi da demente.
E il mio vecchio rimane alla finestra
a guardare il tempo che passa sulla via;
tra poco sarà notte,
rimarrà desto,
forse aspetterà la morte,
ma è ancora presto.
Il tempo lo ha divorato
come la scogliera divorata dal mare,
io ho dimenticato
forse perché, anche per lui, oggi è già passato.


21 ottobre 1980


LA FINE DELLA COSTRUZIONE


È stato costruito il grande palazzo
e il muratore non ha ancora dormito,
il suo viso è quello di un pazzo...


5 maggio 1981


IL PUNTO


Il punto era distante,
non più di tanto,
la lacrima di ghiaccio
pendeva dal ciglio rosa,
il sasso rotolava
e non trovava il piano.

Il punto era distante,
non più di tanto,
il sole di agosto
scaldava dalla vecchia foto,
le labbra baciavano
e non trovavano l'amore.

Il punto era distante,
non più di tanto,
l'acqua di fonte
saliva alle nubi bianche,
il mondo tuonava
e non dimenticava l'orrore.

Il punto era distante,
non più di tanto,
il morso della vipera
guariva dalla vita,
le mani si stringevano al petto
e le unghie graffiavano la pelle bianca.


13 maggio 1982


COMPROMESSI


No, non è vero
che il sole nasce ad oriente,
io lo so.

L'orizzonte a est è macchiato
dalla notte in arrivo
e le prime stelle non hanno le strisce.

Dove andranno le idee di ieri,
vecchi discorsi non più veri.

Le chiome bionde
delle fanciulle in amore
non faranno dimenticare il dolore.

Versare ancora del vino
per credere di bere in buona compagnia
è solo una triste bugia.


14 maggio 1982


L'ESTATE DEI RICORDI


È stata l'estate dei pensieri,
l'estate dei rimorsi,
ed io ricordo tutto.

Il ricordo di un amore giovane,
il pensiero di non averla amata,
il rimorso di averla lasciata;
tutto bruciava in quella stanza
senza trovare ragione.

Diceva che mi amava;
io che capire non volevo,
io che il tempo volevo cambiare,
fuggivo in un rifugio segreto.

Una goccia di sudore bagnava;
io che non sapevo,
io che alla fonte volevo bere,
guardavo attraverso un coccio di vetro.

Il ricordo di una forte emozione,
il pensiero di non vivere abbastanza,
il rimorso di una vita passata;
tutto bruciava in quella stanza
senza trovare ragione.

È stata l'estate dei pensieri,
l'estate dei rimorsi,
ed io ricordo tutto.


26 agosto 1982


OCCIDENTE


Mi piace la tua casa
con le mura bianche,
il tuo letto
con le lenzuola a fiori.
Mi piacciono i tuoi capelli biondi,
le tue guance rosee,
i tuoi occhi
con l'azzurro del mare.
Mi piace la tua bocca,
i tuoi denti bianchi,
la tua lingua
con il sapore della fragola.
Mi piace il tuo collo,
i tuoi segni rossi,
la tua collana
con i nodi stretti.
Mi piacciono le tue spalle,
le tue esili ma forti braccia,
le tue dita
con le lunghe unghie.
Mi piace il tuo seno,
i tuoi capezzoli,
il tuo ventre
con quella pelle da baciare.
Mi piacciono le tue cosce,
le tue fini caviglie,
il tuo sedere
con quei glutei piacevoli da accarezzare.
Mi piace il tuo carattere,
i tuoi modi di fare così superficiali,
le tue volgarità
con le quali confondo le mie qualità.


27 luglio 1983


L'ESTATE DELL'83 - ANNOIATO


Tenere per mano il tempo
è come baciarti
gustando il tuo sapore
anche se non è amore.


28 luglio 1983


L'ESTATE DELL'83 - NON TI AMO


La tua lingua sul mio corpo
lascia solo saliva
e non emozioni.
Il sole caldo sul mio viso
lascia solo gocce di sudore
e non nuove sensazioni.
Il tuo corpo sul mio
lascia solo il suo leggero peso
e non nuovi piaceri.


2 agosto 1983


L'ESTATE DELL'83 - NAUSEA


Il tuo profumo non mi piace,
sarà il sudore;
che vuoi che ti dica,
mi dispiace,
preferisco restare qui
ad aspettare da solo la marea.


20 agosto 1983


L'ESTATE DELL'83 - CERNIERA LAMPO


Baciarti mi ha fatto piacere,
se frugherai nei miei pantaloni
troverai ciò che ti farà godere,
però, ricordati, non ho bottoni!


28 luglio 1983


VOLENTIERI


Volentieri ti vorrei baciare
e il gusto della tua lingua
assaporerei con piacere.

Volentieri ti vorrei spogliare
e il calore del tuo corpo
sentirei con piacere.

Volentieri ti vorrei scopare
e il bagnato del tuo godere
asciugherei con piacere.


1 ottobre 1983


ALBA


Il castello nascosto
dietro le punte dei neri cipressi
si sta alzando
e tra le vecchie mura
il giorno cerca spazio.

Il vento,
che spettina i capelli,
si ricorda bene delle parole
sospirate nella notte fredda
e la nebbia ha quasi dimenticato
il sole dietro la lontana collina
dove si nasconde la volpe
dalla coda grigia.

Il rumore del silenzio
si sta rompendo
e le ombre nere
tornano ai loro sepolcri
nascosti dietro gli angoli umidi.


17 ottobre 1983


RICOMINCIARE


Uscire, una volta tanto,
per le strade del mondo
e accorgersi poi
che non sono tutte in salita
da una buona sensazione,
un'altra occasione.


29 maggio 1984


CODARDO


C'è chi si sente perduto
e allora si nasconde.

Le onde mosse dal forte vento
lasciano spazi alla luce
che dagli abissi s'alza
verso il cielo delle maree;
e allora,
ti sei mai chiesto
perché stai li,
di fronte alla vita,
immobile?


26 agosto 1984


NUOVA ESTATE


Tu in ginocchio
di fronte a me,
no, non è una preghiera
ma io non penso a questo.
Accendo la tivù,
i giorni delle mie rivoluzioni
non ci sono più.
Ho sete,
cerco di bere nei pensieri
ma il tempo non mi aspetta.


22 luglio 1985


DOMANI, UN GIORNO IN MENO


Domani avremo un giorno in meno
per pensarci;
ora dividiamo i nostri sogni
in questa stanza senza finestre
e se la luce del tempo
illuminerà le nostre idee
ci aiuterà a guardarci
dietro i nostri occhi.

Domani avremo un giorno in meno
per pensarci;
ora prendi la mia mano
e non pensare che questo
sia tempo perso
perché ogni momento è sempre diverso,
anche se il mondo è sempre lo stesso.

Domani avremo un giorno in meno
per pensarci;
ora guardiamo questo figlio
che sfoglia i nostri anni
e che già ci fugge tra le mani
correndo veloce verso il suo domani;
ma, già, domani avremo un giorno in meno
per pensarci.


19 novembre 1985



OGNI TANTO


Ogni tanto vorrei abbandonarmi
ad ascoltare la mia musica,
vera, unica, amica mia.

Ogni tanto vorrei chiudere
gli occhi, sognare, sentire sulla pelle
il vento tiepido della malinconia.

Già sento la musica lontana,
la gente balla,
io chiudo gli occhi e mi addormento;
forse non li aprirò più,
sto bene così!


21 luglio 1986


AMORE


Innamorarsi ancora,
gustare un'altra volta
le albe e i tramonti
sul molo della vita;
mano nella mano, un sogno,
il profumo dei tuoi capelli, l'emozione,
uno sguardo, la tentazione di un bacio.

Innamorarsi ancora,
giocare un'altra volta
tra il bene e il male
sulla cima del mondo;
un sospiro, una parola,
le tue labbra, la passione
un sorriso, il calore di un abbraccio.
Ti amo...


12 marzo 1991



È


È nella mia mente
il desiderio di te
o si nasconde dentro
il mio corpo.

Le mani frugano
nelle tasche vuote:
esci coraggio!

È nei miei pensieri
l'amore che provo
o si nasconde dentro
le mie parole.

Il fiato soffia
dalla bocca vuota:
uscite parole!


12 marzo 1991



CI SONO MOMENTI


Ci sono momenti
dove le parole non trovano lo spazio,
l'emozioni si fanno più forti,
il sonno tarda a venire
e la luce della ragione si fa più fioca.

Ci sono momenti
dove la vita si confonde con i sogni,
l'amore si fa desiderio,
il calore ti avvolge
e la mente si perde nell'oblio.


12 marzo 1991



SARÀ STATO


Sarà stata l'acqua,
quando scorre impetuosa
sotto i ponti,
che mi ha trascinato
come una foglia
sulla tua riva.

Sarà stato il vento,
quando soffia nel mio giardino
e sono solo,
che ha portato
nel mio cuore
il profumo dei tuoi capelli.

Sarà stato alla sera,
quando si avvicina la notte
e resto solo,
che ho cercato
nei miei pensieri
la luce dei tuoi occhi.


10 maggio 1991



NON PENSARE CHE...


Non pensare che io voglia giocare,
è nel mezzo del tuo mare
che io voglio navigare;
spiego le mie vele al vento,
è in questo grande tormento
che vivo di te ogni momento.

Non pensare che sia stato il fulmine,
è stato il tuono prima della fine
che mi ha svegliato dal mio lungo dormire;
apro le mani al cielo pieno di colore,
è una poesia il mio amore
che canta la melodia del cuore.


13 maggio 1991



POESIA


Il vento,
soffio della vita che passa,
muove i pensieri tra i capelli
e la luce dei tuoi occhi illumina
il mio viso col calore dell'estate.

Amore,
tu che vivi nel mio cuore,
cammini in silenzio
tra i sentieri assolati
della mia mente.

L'acqua,
sfogo del pianto della terra,
si infrange sulle mie coste
ed io non ho la forza per trattenerla
mentre le gambe si piegano.

Amore,
tu che sei lontana,
tieni le mie mani tese
tra i fili della vita
ed io non so più scioglierle.


26 maggio 1991



SOGNO


Ho visto i tuoi occhi, amore,
accendersi nella notte,
ho sentito il tuo calore
sotto le mie carezze.

Ho sentito il tuo profumo, amore,
spandersi nel buio,
ho ascoltato i tuoi silenzi
assieme allo scivolare lento
delle mie lacrime.

Ho ascoltato la tua musica, amore,
allontanarsi nel vuoto,
ho accarezzato i tuoi capelli
tra le mie mani.

Ti amo, amore...

Ho visto i tuoi occhi, amore,
accendersi della notte,
ho sentito il gelo della solitudine
tra le mie lenzuola.

Ho sentito il tuo profumo, amore,
spandersi del buio,
ho ascoltato i passi della vita
scivolare via lentamente
assieme al mio tempo.

Ho ascoltato la tua musica, amore,
allontanarsi nel vuoto,
una melodia tra le mie mani:
tutta la mia malinconia.

Ti amo, amore,
addio, amore...


29 maggio 1991



RISVEGLIO


Ho visto i tuoi occhi, amore,
sotto le mie carezze.

Ho sentito il tuo profumo, amore,
assieme allo scivolare lento
delle mie lacrime.

Ho ascoltato la tua musica, amore,
tra le mie mani,
ti amo, amore...

Ho visto i tuoi occhi, amore,
tra le mie lenzuola.

Ho sentito il tuo profumo, amore,
scivolare via lentamente
assieme al mio tempo.

Ho ascoltato la tua musica, amore,
ti amo, amore,
addio, amore...


30 maggio 1991



NON


Non può essere
solo nella mia fantasia
la voglia di correre lontano,
volteggiare su dolci colline
e farsi cullare dal vento
tra le bianche nubi.

Non può essere
solo nei miei sogni
la voglia di uscire fuori,
camminare per le strade umide della notte
e farsi portare dai ricordi
in mezzo alle piazze deserte.

Non può essere
solo nei miei desideri
la voglia di baciarti forte,
assaporare le tue labbra
e farsi trascinare dai sensi
tra le braccia della vita.

Non può essere
solo nel mio amore
la voglia di calde primavere,
odorare i fiori di pesco
e farsi abbagliare dalla luce
tra i colori del tramonto.

No, non può essere
solo nei pensieri
il desiderio di vivere di più!


30 maggio 1991



DIMMI


Hai mai sentito il pianto
di un bimbo
che da solo corre nel vento?
Hai mai provato l'emozione
nascosta nel riflesso
di una lacrima che scende sul viso?
Ti chiedi mai perché nasconde
tutto il sapore del mare?
Ecco io sono pronto a volare,
ad entrare nel calore
di un abbraccio,
ma tu riesci a sentire,
a capire tutto questo?
Riesci a sentire il rumore
del fiume che scorre
dentro di te,
e il tuono della tempesta
lo senti?
Provi la paura che cresce,
la follia dei sentimenti
che straripano dal cuore
la provi mai?
E dopo la tempesta
ti soffermi mai
lungo le strade della vita
immerse nel profumo della polvere?
Ti soffermi mai
a cercare i colori
dell'arcobaleno?
Ascolta,
è il tempo che passa
con il suo lieve fruscio
come il vento
quando accarezza i pensieri,
ascolta,
è il mio amore
che confonde il ritmo
del cuore con il tuono,
ascolta,
è l'acqua della diga
che si rovescia
nel profondo della mia mente.
Dimmi allora
se hai mai provato,
se hai mai cercato,
dimmi allora
se hai mai amato.


31 maggio 1991



MI MANCHI


Mi manchi
ora che non ci sei più,
ora che capisco
dentro la mia memoria
le tue parole.
Mi manchi
ora che non ti vedo più,
ora che percorro
il solco della solitudine
senza un tuo consiglio.
Mi manchi
ora che non ho più il tuo affetto,
ora che sto imparando
a camminare da solo
lungo i fianchi della vita.
Mi manchi
ora che non ti sento più,
ora che piovono
dentro la mia anima
tutti i rimorsi.
Mi manchi,
mi manchi tanto babbo mio.


31 maggio 1991



SENSIBILITÀ


Corri, corri,
e poi, ogni tanto, ti fermi
ad aspettare
chi, cosa, non so.
Eppure io sono qui,
fermo, immobile,
mentre cerco di ascoltare
il tuo respiro.
Vorrei asciugare
la tua fronte
e d'amore profumarti,
ma tu corri,
corri di nuovo.
Se tu uscissi,
una volta tanto,
dai tuoi romanzi
e ti accorgessi
della vita che ti circonda
mi incontreresti
vicino al tuo sentiero.
Se ti voltassi,
una volta tanto,
ma tu corri,
corri di nuovo.
Nei miei sogni
ho passeggiato a lungo
tra le tue calde colline,
ho scalato le tue cime,
ho bevuto a lungo
alle tue fonti,
ma tu corri,
corri di nuovo
e poi, ogni tanto, ti fermi
ad aspettare
chi, cosa, non so.
Eppure, una volta,
nei tuoi silenzi,
dentro lo sfogo
di un tuo pianto,
ho creduto di conoscerti,
si, nel tuo tormento
ti avevo riconosciuto...
ma intanto tu corri,
corri di nuovo.


17 giugno 1991



UN GIORNO


Un giorno,
passeggiando per le strade
buie del mondo,
ci rincontreremo.
-Ciao, come ti va...-
E, così, dietro alle parole
anche i ricordi
seguiranno i nostri passi.
Vorrò abbracciarti
e stringerti forte
anche se le mie braccia
non avranno più la stessa forza.
Amore, quanto amore
nelle mie vecchie parole,
cercherò nei riflessi
dei tuoi capelli
i miei anni:
quelli vissuti senza di te.
Rimpianto, tanto rimpianto
nel mio vecchio cuore,
cercherò nel profondo
dei tuoi occhi
la mia storia:
quella che avrei voluto con te.
E, così, dietro ai ricordi
anche le parole
seguiranno ai nostri pensieri.
-Ciao, adesso devo andare...-
Una stretta di mano
calda come il sospiro
del vento dell'estate
e veloce come il tempo passato.
-Ciao, ...-


17 giugno 1991



CONFUSIONE


I tuoi neri capelli
si confondono
col buio della mia mente
e il loro profumo
offusca i miei pensieri.
È la nebbia della ragione che si versa,
come il fiume nel mio lago a primavera,
quando i ghiacci si sciolgono.


18 giugno 1991



RABBIA


Picchia, picchia forte,
sfonda quella porta,
possibile che tutti dormano?
Dai, calcia e picchia forte
con tutta la tua rabbia,
possibile che nessuno senta?
Urla, calcia e picchia forte,
batti i pugni sul duro legno,
possibile che resista tanto?
Dai, urla, calcia e picchia forte
con tutte le tue energie,
possibile che tutti sono fuori?
Piangi, urla, calcia e picchia forte,
graffia quella corteccia,
possibile che sia tanto dura?
Dai, piangi, urla, calcia e picchia forte
con tutta la tua disperazione,
possibile che nessuno apra?


18 giugno 1991


DIVERSO, PERCHÉ?


La gente passa per strada,
non si accorge del Sole
e se piove apre l'ombrello.
Sotto i loro piedi
non conoscono più
il rumore dell'acqua,
non riescono più
a vedere l'arcobaleno
dentro i loro cervelli.
Io mi sono fermato,
li sto osservando,
non sorridono,
io mi sento diverso
perché?
Anch'io passo per strada,
a volte non mi accorgo del Sole
o se sta piovendo.
A volte, anch'io, non riesco
a vedere l'arcobaleno,
eppure mi sono fermato,
mi sto osservando,
non sorrido,
eppure mi sento diverso.


18 giugno 1991


SOLITUDINE


E così ,
un foglio di fronte a me,
sotto i miei occhi,
una penna nella mia mano
e tanti pensieri,
sotto i miei capelli.
E la mano scivola sul foglio
col graffiare leggero della penna,
io la chiamo poesia
ma forse è la mia anima
che cerca di raccontarmi
la sua storia.
E poi un nuovo foglio,
una nuova sensazione
che voglio ricordare
e, forse, che voglio raccontare.
È così che scrivo
forse per sentirmi
ancora vivo.


18 giugno 1991


DI NUOVO IO PENSO


Di nuovo io penso,
perché non guardi
in alto, verso le nuvole
di bianco piene,
perché non provi
a vedere il tuo possibile.
Io non ho altro
modo di parlarti
se non con la bocca
d'amore piena.
Vedi, io cerco sempre
di vivere la tua presenza
amore, anche se sei via
la fonte della ragione
riesce a bagnare il prato
col profumo dei desideri.

Di nuovo io penso,
in alto, verso le nuvole.
Perché non provi.
Io non ho altro
se non con la bocca.
Vedi, io cerco sempre
amore, anche se sei via
riesco a bagnare il prato.

Di nuovo io penso,
perché non provi,
se non con la bocca
amore, anche se sei via.

Di nuovo io penso,
se non con la bocca.

Di nuovo io penso.


22 giugno 1991


VITA


Ti vorrei incontrare
lungo i fiumi e salire
così alle tue fonti
e poi cercare di scalare
le tue cime sotto l'azzurro
del tuo cielo.

Ti vorrei baciare
lungo la pelle e salire
così alle tue labbra
e poi cercare di mordere
i tuoi occhi sotto l'ombra
dei tuoi capelli.

Ti vorrei incontrare
lungo la pelle e salire
così alle tue fonti
e poi cercare di mordere
le tue cime sotto l'azzurro
dei tuoi capelli.

Ti vorrei baciare
lungo i fiumi e salire
così alle tue labbra
e poi cercare di scalare
i tuoi occhi sotto l'ombra
del tuo cielo.


28 giugno 1991


DOMENICHE LONTANE


Mio nonno allevava
dei bravi cani da caccia
e mio padre era un bravo cacciatore.

In quelle domeniche lontane
rosse bestemmie si confondevano
nel verde della foresta tra i lampi degli spari,
ma alla sera, a cena, quanto rispetto per quella carne
e c'era sempre un pezzo anche per i cani.

Sul canto del fuoco poi
le parabole e le storie dei vecchi,
sacro e profano, si consumavano
nelle parole come il ceppo
sotto il camino
finché tutto non scompariva
sotto la cenere, come il rosso del vino
dentro i bicchieri,
ed era il tempo di andare a letto.

Mio nonno allevava
dei bravi cani da caccia
e mio padre era un bravo cacciatore.


18 gennaio 1992



Ogni tanto vorrei abbandonarmi
ad ascoltare la mia musica,
vera, unica, amica mia.

Ogni tanto vorrei chiudere
gli occhi, sognare, sentire sulla pelle
il vento tiepido della malinconia.

Già sento la musica lontana,
la gente balla,
io chiudo gli occhi e mi addormento;
forse non li aprirò più,
sto bene così!



documento redatto in proprio nel mese di agosto dell'anno 2000


(c) Massimo Mascalchi, tutti i diritti riservati

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